PSICOLOGIA SCOLASTICA

PSICOLOGIA SCOLASTICA

Mental training  a scuola

Nel 1999 l’Istituto di Psicologia del CNR ha presentato uno studio sugli asili nido, scuole materne e elementari, in risposta ad una richiesta della comunità europea che sottolineava la necessità di offrire “servizi di buona qualità e garantire un equo ingresso a tutti”, proponendo quindi un continuo adeguamento ai parametri valutativi europei.

La regione Lazio nel suddetto studio ,risultava essere molto arretrata, rispetto ad altre regioni italiane in fatto di promozione della qualità delle sue strutture.

Riteniamo, che nonostante il tempo trascorso e gli adeguamenti effettuati, nonché le modifiche sociali e organizzative avvenute, alcune linee guida che nascevano da quello studio sono ancora valide:

  • Monitorare e rispondere ai bisogni dei bambini e delle famiglie, con percorsi formativi sulla genitorialità.
  • Rendere effettiva la qualità dei Centri educativi, come risultato dell’interazione fra gli operatori dei processi formativi, i genitori e i bisogni dei bambini.

Questo per promuovere servizi che siano in grado di rinforzare il benessere psicologico, nonché di riconoscere precocemente segnali di disagio che se non colti, rischiano di diventare a lungo termine disturbi.

Tale progetto è strutturato in  aree di competenza che riguardano i bambini della scuola primaria e materna, nonché le dinamiche relative nell’interazione tra pari e con gli adulti significativi a tre livelli:

Gruppo classe : interazione fra bambini nel passaggio dalla comunicazione analogica a quella verbale e nelle modalità dialettiche fra pari nelle fasi successive.

Gruppo insegnanti : intesa come relazione di formazione in senso più ampio e complesso, non solo insegnanti o /e educatori , ma elementi fondanti di un processo di crescita psico-emotiva  in cui il confronto con il sociale diventa sempre più rilevante.

Gruppo genitori : nucleo di rinforzo e sviluppo ma anche fonte di troppe  “false-conferme” e disorientamento

Area relazionale:

“dimmi come parli e ti dirò quello che fingi di essere”

 

Comunicazione tra figli e genitori. Da  “per favore”  a “ voglio”

La  capacità assertiva nella definizione di sé è elemento necessario per strutturare un’immagine di se stessi che assomigli sempre di più a ciò che un bambino vorrebbe essere.  Ma questa modalità stà diventando sempre più “l’unica” proponendo sul piano dell’adattamento sociale: difficoltà dei giovani alunni ad accettare forme di autorità riconosciuta;

sul piano comportamentale :tendenza a comportamenti di tipo passivo, dipendente.

 peanuts

Area dei disturbi di apprendimento:

 “ la testa fra le nuvole e le mani sul quaderno”

 difficoltà didattiche , attentive e di elaborazione concettuale 

 Area socio affettiva:

 “ belli o brutti ci vogliamo bene QUASI tutti”

 relazioni tra pari e difficoltà relazionali, i comportamenti dei bambini nel gruppo classe.

 Area intra personale:

“ quello nello specchio mi somiglia? “

conoscenza di sé e aumento di fiducia, l’immagine corporea , la sua percezione e i suoi condizionamenti.

Area della formazione:

“ se non prendo ottimo non sono bravo”

ansia da prestazione, nei confronti dei piccoli traguardi, sintomatologia psicosomatica per nascondere l’insicurezza o bullismo per non riconoscere

Scuola dell’infanzia

“ l’asilo e la  base sicura”

dalle braccia della mamma a quelle della maestra…..è iniziato il viaggio.

Percorso nei principi base della teoria dell’attaccamento, per riconoscerci attraverso i bambini.

“ chi ha paura del lupo cattivo”

le paure dei figli e le risposte dei genitori….le paure dei genitori e le ….risposte ?

Confronto con paure vecchie e nuove, per riconoscerle e affrontarle.